Fecondazione eterologa tra attesa e speranza

Fecondazione eterologa tra attesa e speranza

Paola racconta la sua storia di PMA e la decisione presa insieme al marito di provare la fecondazione eterologa.

La storia di Paola

Attesa è una parola che ritornerà spesso nella mia mente. 

Dopo anni di attesa prima che mio marito ottenesse il divorzio dalla sua ex moglie, finalmente ci sposiamo! Quanta gioia!

Decidiamo di aspettare ad avere un figlio desiderando offrirgli un rifugio accogliente e sicuro. Finiamo di ristrutturare la casa ed io ottengo finalmente un buon lavoro.

Sembrava proprio il momento giusto per diventare genitori, certo io non ero più giovanissima, avendo 37 anni, ma ci dicevamo: quante donne quasi 40enni restano incinte!

Così inizia la nostra avventura nel cercare di realizzare un sogno tanto atteso: diventare mamma e papà!

Dopo un anno di vani tentativi e rassicurazioni del mio ginecologo, approfondiamo la situazione: ho una bassissima riserva ovarica per cui il medico dell’ospedale ci consiglia di iniziare quanto prima un percorso di PMA. La fecondazione omologa.

Riserva ovarica, PMA, FIVET, stimolazioni. Parole allora incomprensibili, come lo era la diagnosi. Quante lacrime versate tra le braccia del mio compagno

Un fulmine a ciel sereno che mai avrei pensato arrivasse. E poi tante domande: perchè proprio a noi? Perchè il mio corpo mi tradisce? Cosa faremo ora? Cosa rispondiamo ad parenti e amici che continuano a chiederci quando diventeranno zii?

Passato lo shock, con mio marito decidiamo di rivolgerci al Centro di PMA dell’ospedale.

Iniziamo così esami, protocolli, punture sulla pancia, il prelievo degli ovociti e poi il tanto atteso transfer

Non dimenticherò mai l’emozione di quando la dottoressa mi disse di guardare il monitor: “quello è l’embrione che abbiamo inserito”. Quel minuscolo puntino bianco era nella mia pancia! Avevamo finalmente una possibilità concreta di diventare mamma e papà.

Purtroppo però quello fu il primo di tanti tentativi con esiti negativi.

Così i medici del Centro ci consigliarono di passare all’eterologa femminile. Ne parlai a lungo con mio marito, mi confidai con le mie sorelle e le amiche più care. Quanti dubbi e quante paure!

Ad un certo punto, però di fronte al 6 tentativo di omologa negativo, io e mio marito ci guardammo negli occhi e senza bisogno di dirci nulla, decidemmo di tentare con la fecondazione eterologa.

Così ora siamo in questo nuovo percorso, con rinnovata speranza che il nostro bimbo arriverà. 

A voi che mi state leggendo, immagino quanto state vivendo ma non siete sole! Non mollate. La strada è in salita ma in vetta c’è il vostro cucciolo che vi aspetta. State mettendo nello zaino i migliori strumenti e aiuti per arrivare da lui!

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